Appelli

Casa della Pace aderisce ad appelli che vengono promossi dalle associazioni della propria rete o da altre realtà/persone che hanno a cuore l'eliminazione della guerra e la necessità di sensibilizzare su temi fondamentali per la nostra Terra comune.
Ma tutti abbiamo la possibilità di fare la nostra parte per portare attenzione su argomenti e lotte che ci sono care.

Per questo invitiamo ad aderire a:

1.

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Chiamata all'obiezione di coscienza

«Dichiaro fin da questo momento, con atto formale, la mia obiezione di coscienza alla guerra e alla sua preparazione. Non sono disponibile in alcun modo a nessuna chiamata alle armi».

La Dichiarazione di Obiezione di coscienza è disponibile sul sito del Movimento Nonviolento e può essere compilata direttamente dal format o scaricata e inviata personalmente. Nei primi giorni di campagna, sono già migliaia le dichiarazioni compilate e raccolte.

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È questo il cuore della dichiarazione di obiezione di coscienza che il Movimento Nonviolento lancia con la  Campagna di Obiezione alla guerra. Una risposta, immediata e convinta, alle dichiarazioni del Capo di Stato maggiore, il generale Masiello: “L’Esercito italiano va potenziato: servono più tecnologie e più soldati”, un chiaro messaggio al governo per avere più fondi per il comparto militare, come se non bastassero i 28 miliardi previsti per il 2024, e un avvertimento per l’opinione pubblica, che si prepari a provvedimenti da mobilitazione pre bellica, come il ripristino della leva. Non solo i militaristi fondamentalisti come Vannacci e Bandecchi si sono subito allineati, ma l’intero coro governativo, in perenne parata militare, intona il ritornello “dobbiamo prepararci al rischio di prossimi conflitti”. Dunque è tempo di rispolverare il motto “né un soldo né un uomo per la guerra”, che va aggiornato con l’aggiunta di “né una donna”, perché la chiamata alle armi riguarda ormai tutti e tutte.

La procedura per dichiararsi obiettori di coscienza è semplice: si compila e si sottoscrive la Dichiarazione di obiezione, che viene mandata ai Presidenti della Repubblica e del Consiglio, al Ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Viene anche chiesto alle autorità competenti che i nomi di coloro che sottoscrivono vengano inclusi in un apposito Albo dove siano elencati tutti gli uomini e tutte le donne che obiettano alla guerra e alla sua preparazione. In pratica si chiede di formalizzare l’elenco di coloro che fin da ora, e in futuro, non sono in alcun modo disponibili all’uso delle armi. Presso il Ministero della Difesa esiste già l’elenco degli obiettori di coscienza che hanno rifiutato il servizio militare dal 1972 in poi, così come presso l’Ufficio nazionale del Servizio Civile esiste l’elenco di tutti i giovani che dal 2001 in poi hanno già svolto il servizio civile.

La Dichiarazione, che può essere sottoscritta da tutti, giovani o adulti, donne e uomini, chiarisce che chi firma ripudia la guerra e vuole ottemperare al dovere di difesa della Patria con le forme di difesa civile e non militare già riconosciute dal nostro ordinamento, in linea con  la Costituzione italiana (articoli 11 e 52). Inoltre chi aderisce a questa forma di obiezione di coscienza dichiara che non vuole sottrarsi al dovere di proteggere la comunità e quindi sollecita il Parlamento all’approvazione di una Legge per l’istituzione della Difesa civile non armata e nonviolenta.

Ai rumori di guerra sempre più forti, le cancellerie europee, incapaci di prendere iniziative concrete di pace, rispondono spingendo sull’opinione pubblica per far accettare la mobilitazione generale. La Russia ha annunciato il via libera alle esercitazioni con armi atomiche tattiche, dall’altra parte c’è  chi ha già arruolato Dio come proprio alleato, e la Francia preme per l’invio di truppe nel teatro bellico. Gli ingredienti per far mettere l’elmetto e togliere la sicura, ci sono tutti.

La risposta immediata a questa follia in stile futurista, per cui “la guerra è la sola igiene del mondo”, è la fermezza del No, è l’obiezione di coscienza alle chiamata alle armi.

Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento

Verona, 6 maggio 2024

(Pubblicato su il Manifesto del 7 maggio 2024, a pagina 5)


Campagna di Obiezione alla guerra 2022-2024

Tutti gli aggiornamenti relativi alla Campagna di obiezione alla guerra promossa dal Movimento Nonviolento nei suoi vari aspetti: la dichiarazione individuale di obiezione di coscienza alla guerra, le iniziative di supporto a obiettori, disertori e attivisti nonviolenti di Ucraina, Russia, Bielorussia, Israele e Palestina, la raccolta fondi. Sono testimonial della Campagna Alessandro Bergonzoni,  Mauro Biani, Enrico de Angelis  e  Uno sciopero mondiale contro la guerra":

Come posso partecipare?

Campagna coordinata dalMovimento Nonviolento.È possibile aderire in uno dei seguenti modi:
1) Compilare il format in fondo alla pagina del sito Azione Nonviolenta ed inviare direttamente da lì.
2) Copiare il testo in email, con i propri dati, e inviare a obiezioneallaguerra@nonviolenti.org e autonomamente ai seguenti indirizzi:

protocollo.centrale@pec.quirinale.it – presidente@pec.governo.it – segreteria.ministro@difesa.it – sgd@postacert.difesa.it

3) Stampare in cartaceo, compilare e spedire a Movimento Nonviolento, via Spagna 8, 37123 Verona


La raccolta fondi

Contribuisci con un versamento su IBAN IT35 U 07601 117000000 18745455, intestato al Movimento Nonviolento, causale “Campagna Obiezione alla guerra”. Grazie.

I fondi raccolti dalla Campagna vengono utilizzati per finanziare i movimenti nonviolenti di Russia, Bielorussia e Ucraina nelle loro attività, per garantire la difesa legale agli obiettori e disertori dei tre paesi, per organizzare le missioni di pace e solidarietà con le vittime della guerra, per ospitare in Italia esponenti nonviolenti coinvolti nel conflitto, per il lavoro di testimonianza e informazione.

In continuità con la  Campagna italiana, il Movimento Nonviolento partecipa anche alla #ObjectWarCampaign promossa dalle reti internazionali IFOR, WRI, EBCO-BEOC, Connection e.V.,  che chiede, alle massime istituzioni dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa, protezione per coloro che nei paesi coinvolti si rifiutano di prendere parte al conflitto in armi.

Leggi qui  gli ultimi aggiornamenti dal 2023!

I messaggi dai nostri partner di Campagna per il XXVII Congresso del Movimento Nonviolento

  1. Mesarvot – associazione di obiettori israeliani
  2. Tarteel Al-Junaidi – attivista nonviolenta palestinese


2.

Refuser Solidarity Network

Support Israeli Conscientious Objectors
Sostieni gli obiettori di coscienza israeliani

Questa campagna è un'iniziativa di Voices Against War, un progetto istituito dal Refuser Solidarity Network per sostenere la resistenza israeliana alla guerra di Gaza

FIRMA QUI



TO: Israeli conscientious objectors,

We, citizens of countries around the world, support your brave decision to refuse to take part in the Gaza genocide despite the persecution you face. 

Not only is refusal to participate in war crimes a moral imperative, it is crucial to ending the horrors of the war. By withdrawing your cooperation and disobeying, you are undermining Israel’s ability to continue destroying Gaza.

We want you to know that many around the world support your courageous action, and hereby vow to help you in any way we can.

Together, we can end this massacre. 

AGLI: Obiettori di coscienza israeliani,

Noi, cittadini di paesi di tutto il mondo, sosteniamo la tua coraggiosa decisione di rifiutarti di prendere parte al genocidio di Gaza nonostante la persecuzione che affronti. 

Non solo il rifiuto di partecipare ai crimini di guerra è un imperativo morale, ma è fondamentale per porre fine agli orrori della guerra. Ritirando la vostra cooperazione e disobbedendo, state minando la capacità di Israele di continuare a distruggere Gaza.

Vogliamo che tu sappia che molti in tutto il mondo sostengono la tua azione coraggiosa e con la presente promettiamo di aiutarti in ogni modo possibile.
Insieme possiamo porre fine a questo massacro.

Refuser Solidarity Network

Refuser Solidarity Network fornisce una base internazionale di sostegno alla resistenza alla guerra israeliana.


Dal 2003, Refuser Solidarity Network ha amplificato le voci degli obiettori alla guerra israeliani e ha fornito loro un sostegno cruciale nelle circostanze politiche più difficili. Forniamo fondi per manifestazioni fuori dal carcere, spese legali, campagne mediatiche che raccontano al grande pubblico le storie dei resistenti alla guerra e programmi educativi per il pubblico israeliano e globale sulla loro importante resistenza all’occupazione. Gli obiettori alla guerra israeliani lavorano per porre fine all’occupazione israeliana e creare una pace giusta per palestinesi e israeliani, e Refuser Solidarity Network è qui per loro.  

I rifiutanti militari provengono da tutti i segmenti della società israeliana. Sono Mizrahi e Ashkenazi; sono religiosi e laici; sono drusi, beduini e russi, sono persone di tutte le identità di genere, provenienti dalle grandi città e dai piccoli paesi. Poiché i rifiutanti si oppongono alla guerra senza fine nel momento e nel clima più difficili per farlo, lavoriamo per sostenere le loro attività.

(Fonte: www.refuser.org)

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