Disarmo
EOS Show a Parma
Pubblichiamo la lettera inviata da Casa della pace a Ente Fiere, Comune e Provincia di Parma, Regione Emilia Romagna:
"Gentilissimi
Presidente Ente Fiere di Parma, Franco Mosconi
Sindaco di Parma, Michele Guerra
Presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda
Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale
Lettera aperta agli organi di informazione e alla cittadinanza
Oggetto: Perché la fiera delle armi a Parma?
“Apprendiamo dal calendario di Ente Fiere di Parma che nei giorni 28 – 30 marzo 2026 si terrà a Parma la fieraEOS(European Outdoor Show), presentata come fiera di caccia, tiro sportivo, outdoor, turismo venatorio-gastronomico. E’ una fiera di armi. Prima era stata a Brescia, poi a Vicenza, a Verona nelle due edizioni più recenti. Di cosa si tratti ce lo esprimono con chiarezza filmati reperibili in rete, qui suEOSVerona 2024 e 2025:
Fiera delle armi. Eos Verona 2024
Alla fiera EOS di Verona si mostrano armi da caccia ma anche armi da guerra.
Video realizzato per la LAC (lega anti caccia) e Il Fatto Quotidiano - 05/03/2024
Verona, manifestazione pacifista per protestare contro la presenza di produttori di armi in Fiera
La richiesta che viene fatta al Comune è di dissociarsi pubblicamente da Eos e di chiedere a Veronafiere di rescindere il contratto con gli organizzatori.
Verona, proteste per i bambini con i fucili in mano: "Alla fiera Eos, scene da educazione siberiana"
Bambine che, incuriosite, sfiorano con le dita le canne dei fucili. E adolescenti che queste armi le stringono tra le mani, fingendo di sparare. Il tutto, accanto a cartelli che, nel nome del famoso Codice etico fatto sottoscrivere agli organizzatori dal Comune beffardamente recitano: «È severamente vietato toccare le armi ai minori di anni 18». E invece, i minori, pistole e fucili li hanno toccati eccome, alla Fiera delle armi, andata in scena dall’8 al 10 febbraio a Verona.
Laura Berlinghieri, La Stampa -
Fiere che, pur essendo da anni evidente il declino della pratica della caccia, promuovono il possesso di armi da parte dei cittadini. Con incursioni, a Brescia e a Vicenza, di politici alla ricerca di consensi. Semplici esplorazioni in rete ce lo documentano.
Nelle due edizioni di Verona tre associazioni nazionali - Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza, Rete Italiana Pace e Disarmo e Movimento Nonviolento - avevano proficuamente collaborato con l’Amministrazione comunale scaligera, con Verona Fiere ed anche con gli stessi organizzatori diEOSraggiungendo significativi correttivi: un Codice etico escludente la difesa personale dai settori della manifestazione, un Regolamento Visitatori e un Regolamento Generale degli Espositori che non ammetta aziende produttrici di armi di Stati sottoposti a embargo dalle Nazioni Unite o ritenuti responsabili dalle Nazioni Unite di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, l’esclusione nella manifestazione di interventi di tipo politico, una maggiore attenzione alla tutela dei minorenni ai quali è stato precluso il maneggio delle armi.
Misure come quest’ultima, auspicabilmente da estendersi proprio per la tutela dei minori, che per essere effettive richiedono un certissimo controllo all’interno garantito da Forze dell’ordine e servizi dell’Ente Fiere. Controllo che nemmeno a Verona risulta essere stato sufficiente.
Circa il trasferimento da Verona a Parma leggiamo nel comunicato stampa delle tre predette associazioni che “gli organizzatori – come riportato da alcune fonti di stampa – chiederebbero di poter condividere l’evento con gli appassionati italiani e stranieri in un clima di maggiore serenità, condizione venuta a mancare nelle ultime due edizioni organizzate a Verona”. Poiché non vogliamo affatto – nel momento di grave preoccupazione, non solo per il riarmo generale, ma anche per la violenza privata spesso perpetrata con armi legalmente detenute – che una fiera di armi a Parma possa trovare “maggior serenità” che a Verona, al Presidente di Ente Fiere di Parma chiediamo:
- Per quanto tempo ha firmato il contratto perEOS? E’ revocabile?
- I soci di Ente Fiere erano informati? Tra i soci ci sono il Comune di Parma (per il 15,96%), la Provincia di Parma (per altro 15,96%) e la Regione Emilia Romagna (per il 4,14%). Da considerare anche che nel nostro territorio ci sono numerosi Comuni che prendono le distanze dalle armi, esprimendo Assessorati per la pace ed anche Assessorati per il benessere animale.
- Non le sembra che questo nostro tempo sia già fin troppo dominato dalle armi?
Anche al Sindaco di Parma, al Presidente della Provincia di Parma, al Presidente della Regione Emilia Romagna chiediamo se fossero stati preventivamente informati, in quanto soci, da Ente Fiere, se avessero dato il loro consenso, se possano agire su quel contratto. Nell’immediato, avvicinandoci all’edizione a Parma della fiera, occorre già da ora quantomeno impostare col rispetto delle regole l’eliminazione di aspetti gravi che i filmati ci dicono sussistere. Verona ci ha indicato la strada da percorrere.”
Cordiali saluti,
Casa della pace ETS
Parma, 7 novembre 2025
Questa stessa lettera è stata inviata ai medesimi destinatari da altre 11 associazioni - Montanara laboratorio democratico, Donne in nero, Casa delle donne, CIAC, Parma città pubblica, Coordinamento per la democrazia costituzionale, ANPI sez. di Parma, ANPI provinciale, Libera Parma, ANPPIA, Parma por Cuba. Hanno aderito anche associazione Papa Giovanni XXIII e Associazione Medical Care Development Peace.
La lettera delle Associazioni si conclude così: “Oltre alle concrete azioni di contenimento più che mai necessarie e ritenute minimali, esprimiamo la nostra contrarietà alla promozione e alla realizzazione a Parma di questa fiera e la necessità che venga fermata. Meglio non fare questa fiera, né a Parma né altrove”.
Nelle Lettere si fa riferimento ad un codice etico che può essere letto al seguente link:
IL CODICE ETICO DI EOS 2025
Pubblichiamo inoltre la risposta ricevuta da Ente Fiere:

